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SMARTWATCH

Uno smartwatch, ovvero "smart watch" e cioè "orologio intelligente", è un orologio con multifunzionale oltre che il semplice cronometraggio. Mentre i primi modelli erano in grado di eseguire solo operazioni di base, come ad esempio calcoli, traduzioni, e giochi, gli orologi intelligenti più moderni sono dei veri e propri computer da polso. Molti smartwhatch eseguono applicazioni, mentre un numero minore di modelli hanno un sistema operativo per dispositivi mobili e funzionano come lettori multimediali portatili, offrendo riproduzione di radio FM, audio, e file video attraverso un auricolare Bluetooth. Alcuni orologi intelligenti, sono chiamati orologio-telefono, perché capaci di effettuare o rispondere alle telefonate. Il primo smartwatch, anche se completamente diverso dagli attuali "orologi intelligenti", è, secondo molti, il Seiko Pulsar NL C01[8] del 1982, con solo 24 cifre d'informazione. Successivamente la Seiko (che tra l'altro aveva creato nel 1972 il P1, primo orologio con schermo LED) continuò a produrre orologi avanzati per l'epoca, come il RC 1000 (1984), compatibile con i primi Macintosh e col Commodore 64; l'orologio-cercapersone Receptor (1990) e il Ruputer (1998), con processore 16 bit, 128 MB di RAM e possibilità di essere programmato in linguaggio C. Tra fine anni '80 e inizio 2000 altri marchi produssero rudimentali smartwatch, come Casio (con i DataBank[9]), Timex, Samsung e Citizen. Microsoft produsse dal 2004 al 2008 lo SPOT, che restava in collegamento col web col broadcast FM (quello delle radio a onde medie), informando l'utente sulle ultime notizie e sui suoi messaggi, senza però poter rispondere[10][11]. A introdurre il Bluetooth fu Samsung nel 2009 col Watch Phone. Tra gli altri telefoni da polso o watch phone ci fu l'LG GD910. Nel 2010 ci fu il boom degli smartwatch, col Sony Ericsson LiveWiew per Android, Allerta InPulse per BlackBerry OS. Nel 2011 Motorola diede inizio agli orologi per il fitness e per l'ascolto musicale con il Motoactv[12]. Nel 2012 il Pebble fu il primo smartwatch economico ed ebbe successo immediato, grazie ai 10 milioni di dollari raccolti dall'azienda su Kickstarter, alla leggerezza (solo 40 grammi) e allo schermo e-paper[13]. Tra gli altri smartwatch dal 2012 in poi ci furono i WIMM, il Martian a comando vocale, i dispositivi a metà tra orologio tradizionale e smartwatch (come i Cogito Watch). I big del settore smartphone non tardarono a capire che l'ultima tendenza era quella degli orologi smart e così Samsung iniziò a produrre la serie Gear, mentre dal 2014 Google creò Android Wear, ovvero la versione per indossabili del suo noto sistema operativo[14]. Attualmente Android Wear è diventato il sistema di molti smartwatch di marchi quali HTC, Motorola, ASUS, LG; mentre alcuni marchi, come Alcatel e Qualcomm (Toq), hanno scelto di usare OS proprietari per i loro indossabili. Nel 2015 Apple è entrata in questo settore con l'Apple Watch, con il sistema operativo proprietario watchOS.

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